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La Citta

Chiesa dei Cappuccini

 

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La Chiesa dell'Immacolata, con annesso Convento dei padri Cappuccini, sorge sul Piano cappuccini. La fabbrica ebbe inizio nella prima metà del seicento. E' a due navate; quella minore, di sinistra, fu costruita nel secolo scorso. Agli altari laterali sono statue e tele del settecento e dell'ottocento: fra le prime l'Immacolata lignea del settecento, San Francesco d'Assisi, il Cuore di Gesù; fra le seconde le Anime del Purgatorio, le Stimmate di San Francesco, la Pietà, Madonna con Santi Francescani: le une e le altre di ignoti autori.
All'altare maggiore è una pala del 1659 con Immacolata e Santi di Frate Umile di Messina; ai lati della pala sono collocati altri due dipinti, Sant'Antonio e Santa Chiara, attribuiti a Bernardino Niger (XVI secolo). L'altare maggiore, in noce a intarsio con motivi floreali, è di Frate Mariano da Francavilla, intagliatore dell'ottocento. Sull'altare è la custodia (1708-10) Pietro Bencivinni da Polizzi.

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Scolpita in legno di cipresso, arancio e noce, la Custodia è tra le più insigni opere d'arte che si conservino nelle Chiese di Linguaglossa. Di proporzioni monumentali e fastosa nella complessa architettura delle sue parti, essa è tutto un ricamo fantasiosissimo di motivo ornamentali che vanno dalle figure di animali a quelle di angeli, dalle conchiglie agli ipprogrifi, ai fiori, che istoriano le colonnine tortili delle absidiole. Le numerose scene tratte dai testi sacri (Mosè e il serpente di bronzo, Caino e Abele, Adamo ed Eva, La cena di Emmaus) e i santi collocati nelle nicchie o sulle mensole rette da cariatidi, non solo testimoniano della raffinata tecnica dell'intagliatore, ma sono anche l'espressione più genuina di un sentimento che sa rivelarsi nelle forme di un'arte che esula dai soliti schemi popolareggianti.
Purtroppo nell'ultimo decennio alcune statuette all'interno della custodia sono state asportate da ignoti ladri.
Le custodie similari di Piazza Armerina, Palagonia, Mazzarino, Militello, etc.., per quanto celebrate, non reggono al confronto del prezioso modello linguaglossese. Nei locali del Convento sono numerosi dipinti tra i quali una Vergine, una Madonna col Bambino (XVIII sec.) ascritta a Vito D'Anna, una seconda Madonna col Bambino (XVI sec.) attribuita ad Andrea da Salerno, un San Gaetano (1834) di Lucio Grasso e una Santa Margherita d'ignoto.

 

Responsabile

Testo tratto dal Volume di Santo Calì "Convegno di artisti e artigiani nelle chiese di Linguaglossa" è aggiornato da Mons. Barbarino

Foto Nino La Guzza