AccessibilitàAccessibilitàAccessibilità Progetto SeOL
La Citta

La Chiesa Madre

 

b

Sulla Piazza più ampia del paese, nel cuore del centro abitato, sorge la Chiesa Madre, la cui fabbrica ebbe inizio nel 1613.
La facciata severa, eseguita probabilmente su disegno di Filippo Vasta, sfrutta equilibratamente la tonalità bicroma risultante dall'accostamento della pietra lavica con quella arenaria. Di epoca recente è il bianco campanile che svetta sulla Via Roma e costruito asimmetricamente rispetto a tutto l’edificio della Chiesa, perché ai suoi piedi ingloba in sé un edificio sacro precedente, anche se piccolo, molto antecedente alla stessa data della costruzione della Chiesa.
L'interno della Matrice è monumentale e a tre navate. Il visitatore, una volta entrato, viene accolto dentro il sacro tempio attraverso il duplice  stile della struttura, il neoclassico, nelle navate, nitido, lineare e un po’ severo e il barocco del transetto, ricco ma contenuto, solenne ma non autoreferenziale .
 

ò

Una splendida immagine del soffitto a cassettoni, interamente in legno, con decorazioni, risulta essere un’opera maestosa, nata dal meticoloso lavoro di un artigiano linguaglossese
L’area dell’Altare maggiore è ciò che colpisce primariamente il viaggiatore perché è semplicemente bella, dove la bellezza si evince dalla compresenza armonica e preziosa del Coro ligneo e dell’Organo a canne.
Dietro l’altare maggiore si apre l’ampio monumentale Coro, intagliato con fregi, bassorilievi e sculture a tutto tondo ricorrenti per l’intera abside. Ogni lacunare di spalliera contiene un bassorilievo ligneo con una scena della vita di Gesù . L’opera è del 1728. Meticolosa nei particolari e grandiosa nell’insieme, essa rivaleggia con quella della Chiesa dei Benedettini di Catania, della Cattedrale di Piazza Armerina e con quelle di altre cattedrali europee. Ne furono autori i catanesi Giuseppe Turriti e Gioacchino Girelli, definitisi maestri del Coro, e i trapanesi Michele e Pietro Orlando, collaborati da artigiani di Linguaglossa e Castiglione.
 

u

A sinistra una veduta del "CORO" della Chiesa Madre, intagliato fastosamente in legno di noce e di castagno con fregi  e figure a tutto tondo.
Nel transetto, in alto, sono due affreschi, da restaurare, raffiguranti l’uno l’esaltazione dell’Eucarestia e l’altro Mosè e il serpente di bronzo, attribuiti dal Maganuco alla mano di Olivo Sozzi.
La Chiesa Madre è stata dedicata alla Madonna, con il titolo di Santa Maria delle Grazie, così come si evince dal luminoso dipinto su tavola di Salvatore Mignemi del 1756, collocato sull’altare maggiore.
Sopra il Coro ligneo, alloggiato su cantoria lignea, è collocato l’Organo a canne “ Giacomo Locatelli” di Bergamo del 1903. Il prospetto di facciata accoglie complessivamente 77 canne , mentre dietro la facciata sono 168. Sempre sul prospetto ci stanno decorazioni floreali e la stella “padana” .
Il Tempio, specialmente nell’ottocento che è arricchito di pregevoli tele.
Di Domenico Provenzani sono il “San Filippo Neri e Sant’Ignazio di Lodola”, la “Risurrezione di Lazzaro” e il “San Biagio” (1880-83); di Angelo D’Agata  “Il San Michele Arcangelo”, i “Santi Pietro e Paolo”, il “Martirio di San Ciro”, il “San Gaetano di Thiene” (1877); di Salvatore Ferro è il Sant’Alfonso dei Liguori (1879); di Giuseppe Minutoli il “San Vincenzo Ferrer”, denominato il miracolo dell’obbedienza, di Giuseppe Minutoli; di Antonino Bonaccorsi, detto “il chiara” per la luminosità delle sue opere, data da colori impiegati, è l’”Incoronazione della Vergine” , del 1875, collocata nel transetto. Un’opera devozionale perché rappresenta il miracolo di Sant’Egidio Abate, patrono di Linguaglossa, e la vecchia, collocata all’entrata, sulla  navata sinistra, è di Carmelo Tanasi del 1895. Alcuni altari sono arricchiti da statue: quella del Sacro Cuore nell’altare del Sacramento, l’altra del Crocifisso , all’altare omonimo. La statua della Madonna delle Grazie, di San Giuseppe e di Sant’Antonio Abate , ai relativi altari.
Durante il seicento, il settecento e la prima metà dell'ottocento lavorarono per la Chiesa Madre i pittori Baldassarre Grasso, Vincenzo Tuccari, Francesco Mignemi, Salvatore Mignemi, Giuseppe Grasso; i maestri intagliatori Pasquale Serafino, Giambattista Marletta, Leonardo Privitera e Giuseppe Fichera; i marmorai Giuliano Beritta, Tommaso D'Amato, Paolo Greco, Antonio Monaco, Giuseppe Biondo, Antonio Melita; gli stuccatori Giuseppe Catania e Placido Cimino, Michele Conti, Giacinto Ciria, Venerando Messina, Domenico e Salvatore Maugeri e molti altri artigiani della provincia di Catania e Messina.
L’ultimo artista presente in Matrice con opere significative, quali la pregiatissima scultura bronzea, raffigurante il Battesimo di Gesù al fiume Giordano, ed opere di San Giovanni Battista, collocata sul battistero è di Salvatore Incorpora (1920-2010). Sue sono le terracotte colorate, rappresentanti i dodici Apostoli, poste sulle dodici colonne della navata centrale.
E’ degno di nota il fatto che il grande scultore del novecento Francesco Messina , nato a Linguaglossa il 15 dicembre del 1900 e morto a Milano il 2 settembre 1995, sia stato battezzato in Matrice il 31 gennaio 1901 .
Sul lato destro, vicino all’abside, è collocata l’opera marmorea “La Pietà” di Saro La Guzza, linguaglossese.
Interessante sono gli archivi parrocchiali, con registri risalenti agli inizi del 1598, sino ad oggi. La collezione di arredi sacri equiparano la Matrice di Linguaglossa ad una chiesa cattedrale. Personaggi illustri della Matrice sono l’Arciprete Giovanni Maria Previtera diventato vescovo di Patti nel 1888, nato a Linguaglossa il 1844 e morto a Piedimonte Eteno nel 1909.
Di lui abbiamo il busto marmoreo donato dalla Famiglia Previtera-Puglisi-Principato.
Il Vescovo carmelitano Francesco Maria Raciti ( 1854-1932) vescovo prima di Lipari e poi di Trapani. Padre Carmelo Maria Pafumi, carmelitano, Padre Francesco Spedaleri, gesuità; il Prof. Luigi Di Bella (1912-2003); il deputato all’Assemblea Costituente ed anche deputato all’ARS, Attilio Castrogiovanni, nato il 1908 e morto nel 1978, convinto e autorevole assertore del Movimento Indipendentista Siciliano.

Orari delle funzioni:
Feriale ore 08:15 S. Rosario - S. Messa
Domenica e Feste: ore 07:30-10:00-17:45 (18:45 orario legale) S.Rosario e S.Messa


Responsabile: Mons. Orazio Barbarino


Testo tratto dal Volume di Santo Calì "Convegno di artisti e artigiani nelle chiese di Linguaglossa"  aggiornato da Mons. Barbarino

Foto Nino La Guzza