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La Citta

Santo Egidio Abate

 

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La Chiesa di Sant'Egidio è dedicata al Patrono della Città e sorge sul piano dove s’incontrano la via Libertà e la via Sant’Egidio ed  è forse la più antica di Linguaglossa.
La chiesa di Sant’Egidio Abate è stata per ben quattro secoli la chiesa Madre del paese e in essa si sono svolte le cerimonie più importanti , legate alla storia della Città.

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In essa giurarono i feudatari della terra di Linguaglossa a partire da Crisafi nel 1392, fino ad Orazio Bonanno nel 1504. Nella piccola chiesa di Sant’Egidio vi si trova il filo rosso degli avvenimenti più significativi della Città, da quelli gioiosi e pomposi a quelli tristi, della dura realtà.
Dai diversi stili della costruzione che sono rimasti, si può dire con certezza che la chiesa è stata realizzata durante un periodo molto lungo, con notevoli trasformazioni e aggiunte, come quella del campanile e della sacrestia. Quello che sappiamo è tanto, mo non è tutto.
Il portale gotico, infatti, inserito sulla parete est del transetto, con figura allegorica che tiene sulle mani i due serpenti è il reperto che più appassiona e che invita a successivi approfondimenti. Da qui si deve partire per intraprendere ulteriori studi sulla primitiva costruzione della chiesa e sugli affreschi, riportati alla luce recentemente, dopo essere stati inalbati per secoli.
La Chiesa è a forma di croce latina ed è molto luminosa, con volta a botte, decorata con stucchi semplici.
La parte che meraviglia molto è quella del transetto e del timpano che nel passato è stata identificata con nomi diversi, ora Chiesa Madre dedicata a Santa Maria, ora chiesa delle Anime Sante, ora Chiesa di Sant’Egidio.
Gli oltre 450 metri di affreschi, ornando tutto il transetto e il timpano, descrivono la religiosità di un popolo che trova il suo conforto nella contemplazione della Passione di Cristo e di quel Crocifisso ligneo cinquecentesco, che troneggia sul lato sinistro del transetto tra l’Addolorata, San Giovanni e la Maddalena.
Il Crocifisso della chiesa di Sant’Egidio, ora collocato per sicurezza nella sacrestia della Matrice è da vedere contestualmente con la visione degli affreschi, perché né è la chiave di lettura.
Sul lato destro del transetto noi troviamo altri affreschi che rappresentano i Padri della chiesa che con il loro insegnamento illuminarono la fede del popolo cristiano e la preservano dall’ignoranza e dagli altri errori. Nella parte centrale, nel timpano, abbiamo l’Incoronazione della Vergine Maria ad opera della Trinità con contenuta eleganza e luminosità e in basso sono i santi apostoli Pietro e Paolo, colonne della Chiesa, maestri autorevoli del popolo cristiano.
All’altare maggiore, costruito con dovizia di marmi colorati nella seconda metà dell’ottocento, per volontà dell’Arciprete Francesco Maria Previtera, divenuto Vescovo di Patti nel 1888, è custodita la venerata statua lignea cinquecentesca di Sant’Egidio Abate, che viene portata in processione ogni anno, il primo di settembre, con la partecipazione della Confraternita e del popolo devoto e riconoscente di Linguaglossa, su un percolo indorato di stile neoclassico, a sei colonne, tirato dai devoti.
Attualmente, alle pareti della chiesa dove nel passato c’erano altri altari, si possono ammirare delle tele: quella di San Vincenzo Ferrer di Sebastiano Grasso del 1848, il Martirio di Sant’Apollonia opera di Domenico Provenzani e una “Pietà” della catanese Agata Pistone Etna.


Responsabile: 

Testo tratto dal Volume di Santo Calì "Convegno di artisti e artigiani nelle chiese di Linguaglossa"  aggiornato da Mons. Barbarino

Foto Nino La Guzza